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Chi contattare in Comune: Uff. SUAP

Affittacamere: strutture ricettive, gestite da privati avvalendosi della normale organizzazione familiare, atte a fornire alloggio ed eventuali servizi complementari, ivi compresa la somministrazione di cibi e bevande, in non più di sei camere aventi capacità ricettiva non superiore a dodici posti letto, ubicate in uno o due appartamenti ammobiliati posti in uno stesso stabile. 

Bed&breakfast: servizio di accoglienza a conduzione familiare offerto da privati presso la propria abitazione in maniera occasionale o saltuaria, avvalendosi esclusivamente della normale organizzazione familiare e utilizzando un numero di camere da letto per gli ospiti non superiore a tre per unità abitativa, per un massimo di sei posti letto. 

Ostelli: strutture ricettive attrezzate per il soggiorno ed il pernottamento dei giovani e degli accompagnatori dei gruppi di giovani, gestite, al di fuori dei normali canali commerciali, da enti pubblici, enti di carattere morale o religioso e associazioni operanti, senza scopo di lucro, nel campo del turismo sociale e giovanile per il conseguimento di finalità sociali e culturali. 

Chi contattare in Comune: Nomeufficio1


E' una comunicazione che occorre preventivamente fare per aprire una sede fissa di vendita per gli esercizi di vicinato*. 

Occorre presentare comunicazione di apertura in triplice copia e in carta libera indirizzata al Comune, compilata: 
- dichiarazione relativa ai requisiti morali; 
- dichiarazione relativa ai requisiti professionali (solo per il settore alimentare); 
- indicazione del settore merceologico; 
- autorizzazione Sanitaria (solo per il settore alimentare). 

La Validità è illimitata. 


Riferimenti normativiD.Lgs. n. 114/98 


Note
* esercizi non inseriti in centri commerciali e con non più di mq. 250 di superficie di vendita (ossia l'area destinata alla vendita, compresa quella occupata da banchi, scaffalature e simili. Non costituisce superficie di vendita quella destinata a magazzini, laboratori, uffici e servizi). 

Chi contattare in Comune: Nomeufficio 1


Il servizio da noleggio con conducente (autobus e autovetture) svolto mediante autovettura, così come definito dalla legge sotto riferita, si rivolge all'utenza specifica che avanza, presso la sede del vettore, apposita richiesta per una determinata prestazione a tempo e/o viaggio. 

Il servizio è disciplinato a livello comunale dalle norme contenute nel "Regolamento per i servizi di noleggio con conducente svolti mediante autovettura" riportato in allegato. 

Riferimenti normativilegge 15 gennaio 1992, n. 21

 

Chi contattare in Comune: Ufficio edilizia privata

 

Per fare dei lavori di manutenzione straordinaria in un immobile (tramezzature interne, fusione di unità immobiliari, sostituzione di impianti elettrici, idrici e fognari, impianti autonomi di riscaldamento, frazionamento di unità immobiliari che non comporti il cambio di destinazione d’uso, ecc.), la persona interessata deve consegnare la Denuncia di Inizio Attività (D.I.A.) in Comune.

I lavori da effettuare sono vincolati alla garanzia che non vengano lesi i diritti dei terzi.

 

Cosa fare:
La persona interessata deve consegnare la D.I.A. all'ufficio di competenza insieme all’atto di asseveramento, cioè una dichiarazione in cui si attesta che i lavori da eseguire sono conformi alla normativa vigente. Il proprietario deve affidare la redazione di tale atto a un professionista di fiducia (architetto, ingegnere, geometra, perito edile) iscritto all’albo di categoria.
L’atto di asseveramento deve essere integrato da un progetto tecnico dettagliato.
I moduli sono scaricabili oppure in distribuzione presso gli uffici.

Quando i lavori comprendono anche la realizzazione, la ristrutturazione o l’ampliamento degli impianti termici, la persona interessata deve depositare in duplice copia i progetti esecutivi degli impianti (secondo quanto previsto dal D.Lgs. n. 192/05 e modifiche).  Secondo quanto previsto dalla legge n. 662/96, il cittadino può avviare i lavori 30 giorni dopo la presentazione della D.I.A.
Se l’installatore segnala che i lavori rientrano tra i casi previsti dal D.M. n. 37/08  il committente deve trasmettere il progetto degli interventi impiantistici redatto da un professionista di fiducia iscritto all’albo di categoria, tramite modulo di trasmissione. Successivamente viene rilasciata copia cartacea timbrata da conservare in cantiere in caso di eventuali ispezioni.


Documenti da allegare:

  • Indicazione dell’impresa a cui sono stati affidati i lavori
  • Dichiarazione dell’impresa per lo smaltimento dei materiali inerti
  • Elaborati grafici
  • Titolo di proprietà
  • Fotografie
  • Atto di asseveramento
  • DURC (documento unico regolarità contributiva)

Normativa di riferimento: 



Chi contattare in Comune: Nomeufficio1

In attuazione delle politiche europee e nazionali in materia, l'intero territorio ligure è stato classificato in funzione dei diversi valori di qualità dell'aria misurati o stimati tramite modelli e sono stati approvati i criteri per procedere alla riorganizzazione del sistema di monitoraggio

La normativa dispone che vengano delimitate le zone in cui è necessario adottare piani e programmi per il miglioramento della qualità e riportare il livello degli inquinanti ai valori di riferimento fissati, nonché quelle in cui adottare misure per il mantenimento di una buona qualità dell'aria. 

Per conoscere il dettaglio delle norme a cui attenersi per la propria zona e dei controlli pubblici, si rimanda a fondo pagina ai siti dell'Arpal e alla sezione sulle emissioni in atmosfera del portale regionale dello sviluppo economico.


Per approfondire:
Arpal Liguria: sezione sull'aria
Ambienteinliguria: sezione sull'aria

Chi contattare in Comune: Nomeufficio2

L'azienda può migliorare le proprie prestazioni ambientali attraverso il sistema di gestione ambientale (SGA), individuando, valutando e affrontando in modo sistematico i principali problemi ambientali, distribuendo responsabilità specifiche. 

A fronte di tale impegno le aziende e le organizzazioni possono richiedere la certificazione ambientale secondo la norma ISO 14001 e la registrazione EMAS. L'etichetta Ecolabel viene invece attribuita a un prodotto e attesta la sua corrispondenza ai requisiti di salvaguardia ambientale durante tutto il suo ciclo di vita. 

Chi contattare in Comune: [INSERIRE LINK A CONTATTO]

I controlli in materia di sicurezza sugli impianti vengono svolti da uffici specifici dell'Arpal, sulla base di convenzioni stipulate con le Asl.

Per approfondire: 
Arpal: sezione sugli impianti

Chi contattare in ComuneUfficio tecnico

Gli obblighi per le imprese sono legati alla necessità di stoccare, trattare, smaltire definitivamente o trasportare i rifiuti verso le destinazioni di discarica, incenerimento o riciclaggio. 
Il titolare o i rappresentanti legali dell'impresa sono responsabili di eventuali violazioni di tali obblighi commesse nell'esercizio delle attività di impresa. 

A partire dal 1997 sono stati promossi e finanziati con fondi comunitari e risorse regionali sistemi di raccolta differenziata
Per il dettaglio su procedure da seguire e relativi controlli, si rimanda alle sezioni dedicate ai rifiuti del portale regionale dell'ambiente e del sito dell'Arpal 

Per approfondire: 
Arpal Liguria: sezione sui rifiuti
Ambienteinliguria.it: sezione sui rifiuti

Chi contattare in ComunePolizia municipale

Per occupare il suolo pubblico* in modo permanente o temporaneo (di durata inferiore all'anno) presentare domanda all'amministrazione comunale e pagare la tassa COSAP (canone occupazione spazi pubblici e aree pubbliche). 
Per l'occupazione temporanea non occorre la denuncia: va semplicemente presentata l'attestazione dell'avvenuto versamento. 

La tassa è commisurata alla durata dell'occupazione, alla superficie occupata e all'importanza dell'area scelta. 
La disdetta anticipata della concessione deve essere comunicata al Comune con 5 giorni di anticipo rispetto alle annualità successive a quella in corso. 

Riferimenti normativiD. Lgs. 507/93 

Note
* nelle strade, nei corsi, nelle piazze e, comunque, nei beni appartenenti al demanio o al patrimonio indisponibile del Comune; in spazi soprastanti il suolo pubblico, con esclusione dei balconi, verande e simili infissi di carattere stabile, nonché le occupazioni sottostanti il medesimo suolo, comprese quelle poste in essere con condutture e impianti di servizi pubblici gestiti in regime di concessione amministrativa; su tratti di aree private sulle quali risulta costituita nei modi e nei termini di legge, la servitù di pubblico passaggio. 

Chi contattare in Comune: Nomeufficio4


Riferimenti normativilegge 287/91 art.5 


Vedi anche (in altre sezioni): Occupazione suolo pubblico

Chi contattare in Comune: Ufficio5

Gli esercenti di attività di commercio e di intrattenimento determinano liberamente gli orari di apertura e chiusura al pubblico degli esercizi di vendita al dettaglio, nel rispetto dei limiti stabiliti e nell'ambito dei criteri che saranno determinati con apposita ordinanza sindacale.


Riferimenti normativi: legge regionale n.1/2007 "Testo Unico in materia di commercio" e successive modifiche

Chi contattare in Comune: Nomeufficio4


In linea con la normativa nazionale e regionale, il Comune regola le vendite che si svolgono al di fuori delle modalità e degli orari consueti: 

Fine stagione: i titolari degli esercizi commerciali possono indire vendite di fine stagione per esitare la merce soggetta a deprezzamento, ma esclusivamente nel periodo definito dal Comune. Occorre darne comunicazione al sindaco almeno 7 gg. prima dell'inizio della vendita di fine stagione indicando la data di inizio e la durata. 

Promozionali: per promuovere la vendita di uno, più o tutti i prodotti della gamma merceologica, applicando sconti o ribassi sul prezzo normale di vendita il titolare deve darne comunicazione spedendola, almeno 10 giorni prima della data di inizio, esclusivamente tramite Raccomandata postale al suddetto Ufficio del Comune. 

Saldi: offerta di prodotti stagionali o articoli di moda che devono essere venduti entro un breve lasso di tempo dalla fine della stagione pena il notevole deprezzamento. I periodi sono determinati dalle camere di commercio sentiti i comuni interessati. La comunicazione deve spedita esclusivamente tramite Raccomandata postale al protocollo generale del Comune, almeno 10 giorni prima della data di inizio. 

Riferimenti normativi: legge regionale n.1/2007 "Testo Unico in materia di commercio" e successive modifiche

Vedi anche (in altre sezioni): Occupazione suolo pubblico; Comunicazione di vendita e liquidazione

Chi contattare in Comune: Nomeufficio4


Vendite straordinarie di liquidazione possono essere effettuate da operatori di commercio al dettaglio che vogliano esaurire in breve tempo tutte le proprie merci per cessazione attività commerciale, trasferimento* dell'azienda (cessione), trasferimento dell'azienda in altro locale, trasformazione** o rinnovo dei locali.

Devono darne comunicazione al sindaco almeno 15 giorni prima della data di inizio, con lettera raccomandata con ricevuta di ritorno che specifichi: motivi della vendita; ubicazione dei locali in cui si effettua la vendita; data di inizio della vendita; durata.

Alla comunicazione devono essere allegati:
1. cessazione dell'attività: dichiarazione di cessazione attività al termine della vendita
2. cessione attività: copia atto di compravendita o cessione dell'azienda
3. trasferimento locali: dichiarazione di possesso dell'autorizzazione al trasferimento o comunicazione nei casi previsti
4. trasformazione o rinnovo locali: copia eventuale concessione edilizia o se non necessita copia del preventivo di spesa e della relativa conferma d'ordine della ditta esecutrice specificando l'ammontare

La liquidazione non può essere effettuata nei trenta giorni antecedenti le vendite di fine stagione (saldi) e nei trenta giorni antecedenti il Natale.
Può durare per un periodo di:
6 settimane per trasferimento di azienda o per rinnovo locali
13 settimane per cessazione dell'attività o cessione di azienda.

A decorrere dall'inizio delle vendite di liquidazione, è vietato introdurre nei locali e nelle pertinenze dell'esercizio di vendita merci del genere di quelle offerte in vendita di liquidazione, siano esse acquistate o acquisite ad altro titolo, anche in conto deposito. Lo sconto o il ribasso deve essere espresso in percentuale sul prezzo normale di vendita che deve comunque essere esposto; nelle indicazioni pubblicitarie della vendita devono essere indicati gli estremi della comunicazione inviata al sindaco e la durata della vendita.

Note:
* Il trasferimento deve avvenire entro tre mesi dalla fine della vendita di liquidazione.
** La trasformazione o il rinnovo dei locali deve comportare l'esecuzione di rilevanti lavori di ristrutturazione o di manutenzione straordinaria od ordinaria dei locali di vendita relativi a opere strutturali, all'installazione o alla sostituzione di impianti tecnologici o servizi, o loro adeguamento alle norme vigenti. I lavori dovranno essere eseguiti entro 3 mesi dalla fine della vendita di liquidazione. Entro 45 giorni dalla fine lavori deve essere prodotta al comune una dichiarazione sostitutiva di atto notorio in cui si attesta di essere in possesso delle fatture comprovanti l'intervento e nel caso non sia soggetto a concessione o autorizzazione edilizia indicare l'ammontare. Tali lavori dovranno determinare la chiusura per almeno 15 giorni consecutivi.

Riferimenti normativi: legge regionale n.1/2007 "Testo Unico in materia di commercio" e successive modifiche

 

Chi contattare: Ufficio Anagrafe

 

Il Comune offre i servizi Mensa e Trasporto Scolastico a tutti i bambini della Scuola dell'Infanzia, della Scuola Primaria.

 

 

Borgomaro è un paese di origine medievale, posto al centro della Valle del Maro, alta Valle Impero.
Con l’inizio della coltivazione “intensiva” (per quanto possibile date le ripide colline e montagne) dell’olivo, presumibilmente a partire dal 1300, il piccolo borgo inizio a crescere, diventando un centro nevralgico per la produzione e vendita dell’olio di oliva taggiasca.

 

Non abbiamo notizie storiche sulla Valle del Maro anteriori all’arrivo dei conti di Ventimiglia. Il primo documento che ci tramanda i nomi di alcuni paesi del Maro risale al 20 maggio 1150: il Vescovo di Albenga Odoardo concede a Filippo e a Raimondo, conti di Ventimiglia, figli di Oberto sconfitto in Ventimiglia dai Genovesi nel 1140, la riscossione delle decime ecclesiastiche sui paesi del Maro, Aurigo, Conio, Lucinasco, Caravonica, Larzeno (odierna Arzeno), Prelà, Cenova e Lavina. Ogni parrocchia versava al vescovo infatti decime in natura sui prodotti coltivati: grano, avena, orzo, forse fichi, vino e olio.
Nell’abitato di Maro Castello è ancora visibile parte dell’edificio fortificato, eretto nel XI secolo, forse dallo stesso Oberto conte di Ventimiglia, rifugiatosi nel Maro dopo la sconfitta.
Le uniche costruzione probabilmente coeve del Castello del Maro sono il frantoio dietro la chiesa, detto “u gumbu grossu”, che era della famiglia Amey, il mulino a grano vicino al lavatoio e il palazzo degli Amey, feudatari di Borgomaro.
I due opifici erano serviti dalla “bea” che parte dalla località “mainetta”, passa sotto diverse case, e affiora dal lavatoio.
Col crescere di produzione e commerci, i Ventimiglia e gli Amey concessero la formazione del paese per chi vi lavorava negli opifici. Iniziò quindi un’opera di urbanizzazione strutturata del terreno, come ancora testimonia una rete sotterranea di scolo delle acque che attraversa l’intero paese.

 

Grazie a Liguriawow è ora possibile visitare il patrimonio nascosto di Borgomaro.

 

Clicca qui per iniziare il tour!

 

 

 

La creazione artistica offerta in premio nel 2010
La creazione artistica offerta in premio nel 2010

Il premio è organizzato dal 1995 da Comune di Demo, Pro Loco Demo, Camera di Commercio di Genova e della Spezia, in collaborazione con Regione Liguria, Provincia di Genova, S.T.L.

Il concorso si propone di valorizzare i migliori oli extravergini di  oliva provenienti dal territorio della provincia di Genova e della Spezia, corrispondente alla zona di produzione della denominazione di origine protetta "Riviera Ligure-Riviera di Levante", per favorirne la conoscenza e la diffusione fra i consumatori e l'apprezzamento delle loro caratteristiche.

 
 
Murales sulla olivicoltura
Murales sulla olivicoltura

Puoi scaricare il disciplinare di produzione della denominazione di origine protetta "Riviera Ligure" da Agriligurianet, portale regionale dell'agricoltura ligure.

Il premio è volto a stimolare olivicoltori e frantoiani al continuo miglioramento qualitativo dei prodotti e a contribuire alla valorizzazione e diffusione a livello interprovinciale degli assaggiatori di olio di oliva, in sintonia con la normativa italiana comunitaria.
 
- Per informazioni scrivi aQuesto indirizzo email è protetto dagli spambots. È necessario abilitare JavaScript per vederlo.
Per la rassegna stampa sul premio .....

 

 

Dalla uscita autostradale di Imperia Est:

 

Procedi in direzione ovest da SS1 Via Aurelia verso Via Giovanni Gaudo

Attraversa la rotonda

Svolta a destra e prendi Via Argine Sinistro Goffredo Alterisio

Mantieni la sinistra per continuare su Via Ponte Vecchio

Via Ponte Vecchio svolta a sinistra e diventa Via Nazionale/SS28

Continua a seguire SS28 per 8,0 km

Prendi l'uscita verso Chiusavecchia Centro/Lucinasco/Borgomaro/Caravonica/Aurigo

Continua su Via IV Novembre

Attraversa la rotonda

Svolta leggermente a sinistra e prendi SP24

Dopo circa 2 Km troverete il palazzo comunale

 

muraleIl documento più antico e attestante per la prima volta il territorio del Maro, e quindi pure l'attuale Borgomaro, è datato al 20 maggio 1150 con il quale il vescovo di Albenga Odoardo concesse la riscossione delle decime ecclesiastiche dei borghi della valle (tra questi pure i centri borgomaresi di Maro Castello e Conio) da parte dei conti di Ventimiglia Filippo e Raimondo. Questi ultimi lasciarono successivamente i loro beni - comprensivi pure dei territori feudali del Maro - al loro fratello Ottone che proprio sulla sommità di Maro Castello edificò un castello portandovi la sua residenza ufficiale elargendo, in qualità di unico Signore del Maro, privilegi e immunità come da atto del 15 luglio 1152.

Nonostante l'espansione delle terre verso la valle di Oneglia negli ultimi anni del XII secolo effettuata tra accordi e alleanze dal conte Ottone di Ventimiglia, gli storici identificano il figlio di quest'ultimo, Enrico, come primo fondatore dal XIII secolo del ramo nobiliare dei Ventimiglia del Maro avente come giurisdizione territoriale le contee del Maro e Oneglia, di Pietralata Superiore e Inferiore, della valle Arroscia, di Andora, di Rezzo e di Nasino. Alla morte di Enrico (1226) il grande feudo ponentino passò ai tre figli Filippo, Ottone e Guido e un documento di pace del 1227 cita espressamente, tra i possedimenti, anche il territorio di Borgomaro.

Con l'espansione di Genova nelle terre di ponente il feudo del Maro si assoggettava ad essa a partire dagli anni trenta del Duecento con gli stessi conti di Ventimiglia che mantennero l'investitura feudale. Risale al 9 giugno 1251 l'atto ufficiale di fedeltà delle comunità di Borgomaro e di Prelà, e dei conti ventimigliesi Raimondo e Filippo, alla Repubblica di Genova. I diritti sul feudo del Maro furono quindi acquistati per millecento lire dal conte Enrico, figlio di Filippo, che nelle sue nuove terre vide l'assalto perpetrato da Carlo d'Angiò nel 1270 e che solo nel 1273 riuscì a scacciare grazie all'aiuto prestato da Genova. Alla sua morte, nel 1311, il territorio passò nelle mani dei figli Guglielmo e Nicola proseguendo la discendenza dei Ventimiglia del Maro per tutto il XIV e XV secolo.

Fu il conte Gaspare a cedere tutto il territorio del Maro per la somma di 8.600 lire genovesi ai conti Lascaris di Tenda con atto datato a Tenda il 9 maggio 1455: Onorato I divenne quindi nuovo signore del Maro. Il feudo di Borgomaro passò poi alla figlia Anna Lascaris e quindi al primogenito Claudio nel 1511 che per la giovane età fu affiancato dall'uomo d'armi Alessandro Sorlium e dal capitano Guiraldo Salomone; solamente il 19 giugno 1554 il Signore di Borgomaro Claudio Lascaris, deceduta la madre Anna, venne riconosciuto del titolo dalle comunità del Maro. Dopo vari passaggi di proprietà i feudi di Borgomaro e Prelà passarono nelle mani del figlio Onorato Lascaris (1562) e poi alla sorella Renata (1572). Dissidi tra familiari e scontri portarono la contessa e signora Renata a cedere le proprietà del Maro il 16 novembre 1575 al duca Emanuele Filiberto I di Savoia che, assoggetta pure la Contea di Tenda, fece di questo territorio della Liguria di Ponente un marchesato-podesteria del Ducato di Savoia; l'atto ufficiale di dedizione verso il duca fu compiuto dagli abitanti delle comunità il 3 gennaio 1577.

Fu Caterina d'Austria, moglie del duca Carlo Emanuele di Savoia e procuratrice generale, a cedere il Marchesato del Maro e il Contado di Prelà al marchese Gio Girolamo Doria nel gennaio 1590; nel 1605 il feudo di Borgomaro fu ereditato dal figlio Stefano Doria. Durante la guerra tra il ducato sabaudo e il Ducato di Mantova del 1614 le truppe spagnole, genovesi e napoletane riuscirono ad entrare nel territorio del Maro, dopo la conquista di Oneglia, e quindi conquistare il 30 gennaio 1615 il castello di Borgomaro dove si erano asserragliati i soldati del duca piemontese. Solamente nel 1618 il Regno di Spagna, con la pace di Pavia, restituì i feudi ai Savoia che eleggeranno questa parte dei loro domini al titolo di principato che fu assegnato ad Emanuele Filiberto.

Nuovi scontri a Borgomaro arrivarono con la guerra del 1625 tra il Ducato di Savoia e la Repubblica di Genova con i Genovesi che, conquistata la marina di Oneglia, facilmente e senza troppa resistenza entrarono nel feudo del Maro. Il castello, dove trovarono rifugio pure gli abitanti borgomaresi, capitolò rovinosamente dopo alcuni giorni con la cattura di ottanta soldati sabaudi e del loro comandante Luigi Bracco. La pace di Madrid del 1633 riportò Borgomaro tra i possedimenti del duca di Savoia.

Facente parte del Regno di Sardegna, i territori della valle del Maro e quindi anche la municipalità di Borgomaro confluirono tra il 1801 e il 1803 nella Repubblica Ligure andando a costituire il II cantone di Val di Maro nella Giurisdizione degli Ulivi. Annesso al Primo Impero francese, dal 13 giugno 1805 al 1814 il territorio venne inserito nel Dipartimento di Montenotte sotto l'arrondissement di Porto Maurizio.

Nuovamente inglobato nel Regno di Sardegna dal 1815, così come stabilito dal Congresso di Vienna del 1814, confluìpanorama200 nel Regno d'Italia dal 1861. Dal 1859 al 1927 il territorio fu compreso nel I mandamento omonimo del circondario di Porto Maurizio facente parte della provincia di Porto Maurizio e, con la sua costituzione, della successiva provincia di Imperia.

Al 1925 risale la soppressione dei comuni di Candeasco e Maro Castello e il conseguente accorpamento nel territorio di Borgomaro come frazioni; nel 1928 verranno accorpati i soppressi comuni di Aurigo, Conio, San Lazzaro Reale, Ville San Pietro e Ville San Sebastiano. Solamente Aurigo, nel 1954, acquisì nuovamente una propria indipendenza comunale da Borgomaro.

Dal 1973 al 31 dicembre 2008 ha fatto parte della Comunità montana dell'Olivo e, con le nuove disposizioni della Legge Regionale n° 24 del 4 luglio 2008, fino al 2011 della Comunità montana dell'Olivo e Alta Valle Arroscia.

 

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